La separazione negli albi illustrati
05.06.2026

Ci sono storie che parlano di separazione.
E poi ci sono storie che parlano di trasformazione.
"Mia mamma è un albero, mio papà è un orso" di Luca Tozzi e Sara Carpani racconta proprio questo.
Racconta di due persone che si incontrano, si amano, costruiscono una famiglia e diventano genitori. Ma racconta anche qualcosa che accade più spesso di quanto vorremmo ammettere: le persone cambiano.
A volte cambiano insieme.A volte crescono in direzioni diverse.
E può accadere che due adulti che un tempo si guardavano negli occhi non riescano più a riconoscersi. Che abbiano bisogno di spazi differenti, di tempi differenti, di modi diversi di abitare il mondo.
In questi passaggi spesso si affacciano dolore, smarrimento, rabbia, paura.
Emozioni che attraversano gli adulti.Emozioni che attraversano anche i figli.
Questo albo mi è arrivato come una carezza al cuore.
Mi ha parlato come pedagogista e counselor che accompagna genitori e coppie nei momenti di crisi, quando il dolore occupa tutto lo spazio e diventa difficile immaginare un dopo.
Mi ha parlato come persona che ascolta storie di separazioni, di incomprensioni, di strade che si dividono, ma anche di adulti che cercano con fatica e coraggio nuovi modi di esserci.
Mi ha parlato come figlia. Mi ha parlato come madre.
Perché quello che ho trovato tra queste pagine non è il racconto di una famiglia perfetta.
È il racconto di due adulti che si trasformano senza distruggersi.
Di una donna che diventa un albero.Di un uomo che diventa un orso.
Diversi. Lontani. Incompatibili, forse.
Eppure capaci di continuare a rivolgere lo sguardo verso la loro bambina.
Perché la coppia amorosa può finire.La coppia genitoriale, invece, può imparare una forma nuova.
Non sempre è facile.Non sempre accade.
Ma quando gli adulti riescono a mettere al centro il benessere dei figli senza annullare se stessi, nasce qualcosa di nuovo.
Meno simile a una favola. Molto più simile alla vita.
Ed è forse questo che mi porto via da questo albo: l'idea che le trasformazioni, anche quelle più dolorose, non debbano necessariamente trasformarsi in distruzione.
Ti risuona?
E poi ci sono storie che parlano di trasformazione.
"Mia mamma è un albero, mio papà è un orso" di Luca Tozzi e Sara Carpani racconta proprio questo.
Racconta di due persone che si incontrano, si amano, costruiscono una famiglia e diventano genitori. Ma racconta anche qualcosa che accade più spesso di quanto vorremmo ammettere: le persone cambiano.
A volte cambiano insieme.A volte crescono in direzioni diverse.
E può accadere che due adulti che un tempo si guardavano negli occhi non riescano più a riconoscersi. Che abbiano bisogno di spazi differenti, di tempi differenti, di modi diversi di abitare il mondo.
In questi passaggi spesso si affacciano dolore, smarrimento, rabbia, paura.
Emozioni che attraversano gli adulti.Emozioni che attraversano anche i figli.
Questo albo mi è arrivato come una carezza al cuore.
Mi ha parlato come pedagogista e counselor che accompagna genitori e coppie nei momenti di crisi, quando il dolore occupa tutto lo spazio e diventa difficile immaginare un dopo.
Mi ha parlato come persona che ascolta storie di separazioni, di incomprensioni, di strade che si dividono, ma anche di adulti che cercano con fatica e coraggio nuovi modi di esserci.
Mi ha parlato come figlia. Mi ha parlato come madre.
Perché quello che ho trovato tra queste pagine non è il racconto di una famiglia perfetta.
È il racconto di due adulti che si trasformano senza distruggersi.
Di una donna che diventa un albero.Di un uomo che diventa un orso.
Diversi. Lontani. Incompatibili, forse.
Eppure capaci di continuare a rivolgere lo sguardo verso la loro bambina.
Perché la coppia amorosa può finire.La coppia genitoriale, invece, può imparare una forma nuova.
Non sempre è facile.Non sempre accade.
Ma quando gli adulti riescono a mettere al centro il benessere dei figli senza annullare se stessi, nasce qualcosa di nuovo.
Meno simile a una favola. Molto più simile alla vita.
Ed è forse questo che mi porto via da questo albo: l'idea che le trasformazioni, anche quelle più dolorose, non debbano necessariamente trasformarsi in distruzione.
Ti risuona?
